Innanzi tutto si rende necessario raccogliere la storia notturna del paziente (se possibile con chi dorme a fianco del soggetto), la presenza di sintomi che possono essere collegati al difetto respiratorio notturno e valutare i riferimenti con altre patologie specie quelle cardiovascolari e polmonari.

La diagnosi e l’inquadramento iniziano indagando la via respiratoria e i suoi movimenti (fosse nasali, bocca, denti, mandibola, palato, faringe e laringe) nonché le dimensioni del collo e l’efficienza della sua muscolatura mediante una visita otorinoalaringoiatrica.

La via respiratoria viene indagata in maniera semplice e senza fastidi, mimando la posizione notturna su un lettino, attraverso visione diretta con fibre ottiche flessibili in grado di esaminare i diversi punti della via aerea, i suoi diametri, i suoi movimenti e le su capacità di chiusura. Utile talora la valutazione cardiologia, pneumologica, dietologica.

Attualmente si suole eseguire in casi selezionati la cosiddetta Sleependoscopy che consiste in una fibroscopia analoga a quella descritta sopra ma eseguita sotto sedazione, durante cioè un sonno indotto al paziente per mezzo di sostanze sedative gestite dall’anestesiste. In questo modo l’osservazione dei punti di russamento o collasso diventa più precisa