La valutazione clinica del paziente con russamento o con apnee notturne prevede lo studio della via aerea superiore. Lo specialista che esegue questa indagine è il medico otorinolaringoiatria e lo strumento dedicato a questo momento diagnostico è il fibroscopio flessibile collegato ad una telecamera e ad un sistema di registrazione per analizzare nel dettaglio l’esame, anche a velocità ridotte. Si introduce lo strumento attraverso la fossa nasale previa una leggera premedicazione con anestesia locale per rendere più gradevole l’esecuzione dell’esame.

La fibroscopia è solo una parte della visita otorinolaringoiatrica ma rappresenta un momento importante: il primo tratto esaminato è rappresentato dalle fosse nasali nelle varie sezioni, dalla valvola nasale alla porzione centrale dove si possono apprezzare restringimenti e alterazioni ad opera di alterazioni del setto nasale (formato da porzioni ossee e cartilaginee), dei turbinati, della parete laterale (formazioni occupanti spazio come polipi infiammatori o allergici) fino al rinofaringe, la regione posteriore del naso. Si posiziona poi il fibroscopio subito sotto la parte finale del naso che corrisponde alla parte posteriore del palato molle; in questo posizione si esegue la manovra di Mueller, una inspirazione forzata a naso e bocca chiusa che provoca una pressione negativa all’interno della via aerea determinando un restringimento di varia entità e con diverse caratteristiche. E’ un modo per mimare quello che succede nella via respiratoria durante il sonno.

La manovra di Muller si esegue poi più in basso in corrispondenza della regione retrolinguale: si eseguono ripetutamente diverse inspirazioni forzate visualizzando l’eventuale restringimento muscolare prodotto in tale zona. L’esame procede poi ancora più in basso con la visualizzazione della struttura del laringe e dei suoi movimenti.

La manovra di Mueller permette di valutare in modo tridimensionale il comportamento della via aerea superiore, specie nella sua componente muscolare, la cosiddetta porzione collassabile, e di suddividerla clinicamente in 4 settori: cavità nasale, orofaringe, ipofaringe e laringe. Durante l’esame è possibile quantificare il grado di ostruzione da 1 a 4 e di definire le modalità di chiusura (trasversa, antero-posteriore o circolare). In questo modo i dati collezionati possono essere confrontati, condivisivi e rivalutati a distanza dopo gli opportuni trattamenti medici, ortodontici o chirurgici.

La manovra di Mueller insieme a tutti gli altri dati raccolti nella visita medica (dati antropometrici, tipo di apertura orale, stabilità dei denti, i riflessi faringei, la scala di Mallanpati, la tipologia del palato, la presenza e la posizione delle tonsille, l’istmo delle fauci, il pilastro posteriore faringeo, la forma dell’ipofaringe, la posizione della mandibola e della lingua, la forma e la posizione dell’epiglottide) serviranno per stabilire il corretto percorso terapeutico del singolo paziente.

La difficoltà del trattamento del russamento e delle apnee notturne risiede proprio nella grande variabilità delle cause che provocano questo disturbo: ogni paziente ha necessità di una soluzione su misura ed è proprio per questo motivo che è di vitale importanza essere specialisti dei disturbi respiratori notturni e far parte di una squadra multidisciplinare con specifica formazione sull’argomento, come il Gruppo Ligure Medicina del sonno.