Il sintomo che si può presentare nel paziente russatore durante la notte è la sensazione di fame d’aria, definita dispnea, che obbliga a svegliarsi con la spiacevole impressione di essere in procinto di soffocarsi o di non aver abbastanza aria per respirare correttamente. La colpa di questi fastidiosi risvegli, talvolta raccontati come incubi, è da attribuirsi ad una pausa respiratoria per chiusura della via aerea superiore durante il sonno. In quanto correlata al respiro, lo specialista dal paziente consultato in prima istanza è spesso il pneumologo. Rilevante figura nel gruppo di specialisti che si occupano di questi problemi.

La visita pneumologica per apnee notturne è importante per identificare la presenza di patologie polmonari come asma, bronchite cronica, enfisema e tante altre, in grado di mimare una apnea notturna, capaci quindi di risvegliare il paziente con una sensazione di fame d’aria al pari di quello che succede in un russatore che chiude completamente la via respiratoria in corrispondenza del faringe o del laringe.

Le condizioni che possono predisporre ad essere un russatore con apnee notturne sono il sovrappeso e il fumo, le stesse cause che predispongono ai difetti ventilatori polmonari come l’asma, la bronchite cronica, l’enfisema ecc. Questo significa che il pneumologo si trova spesso a valutare pazienti che in cui si associano entrambe le patologie ognuna delle quali necessita di specifici trattamenti.

Il ruolo della visita pneumologica quindi per apnee notturne è molteplice ed essenziale:

  • effettuare una diagnostica corretta (in prima istanza con la Polisonnografia e le Prove di funzionalità respiratoria) per una completa stadiazione del problema;
  • impostare la ventilazione meccanica notturna non invasiva (CPAP) in tutti quei pazienti che gli altri specialisti, otorinolaringoiatra, dentista, maxillo-facciale, neurologo, non possono trattare per diversi motivi;
  • tentare di modificare tutti i fattori di rischio sui quali esistono margini di trattamento medico (sovrappeso, obesità, ipertensione, diabete ecc.);
  • sorvegliare il paziente a medio e lungo termine per assicurarsi che ci sia una corretta aderenza al trattamento e che questo sia adeguato nel tempo;
  • coordinarsi con il team multidisciplinare che si occupa di patologie del sonno per poter cambiare in ogni momento le strategie di trattamento in base all’evoluzione clinica del paziente.

Il team multidisciplinare è di fondamentale rilevanza nella Sindrome delle Apnee Ostruttive Notturne, definita sindrome proprio perché è causata da molteplici fattori e da diverse regioni anatomiche oltre a causare patologie e disfunzioni in organi alquanto diversi tra loro.

Ogni singolo componente del team deve essere infatti pronto a fornire le varie alternative, come l’opzione chirurgica, a pazienti che, dopo una iniziale accettazione del trattamento ventilatorio (CPAP) ne richiedono la sospensione o la rifiutano.